Sostenibilità non è crescere meno, è crescere meglio.

In attesa (forse vana) che la politica riconosca e quindi decida di gestire il dramma che stiamo vivendo (con scarsa consapevolezza), i designer possono giocare un ruolo fondamentale nel dare alle persone gli strumenti di cui hanno bisogno per rendere rilevante e efficace il loro impegno per fare del mondo un posto migliore con il Design Sistemico.

I designer saranno sempre più determinanti nel creare o reinventare soluzioni che tengano in considerazione il ciclo di vita di un prodotto o di un servizio, che non preveda un fine vita da smaltire, ma sia solo riuso e riciclo.

Mantenendo in equilibrio, anche precario e perfettibile, il legame tra produzione, ambiente e società. Mantenendo vivo il dialogo tra le parti per un futuro migliore del rapporto tra uomini e cose.

Servono prodotti e servizi che sappiano cambiare le abitudini delle persone, dando loro dei vantaggi tali da renderli “Attivisti Accidentali”. Anche a loro insaputa.

Facciamo un esempio. Se venissero ripensati i frigoriferi per ridurre gli sprechi alimentari, che sono ormai un flagello economico, sociale ed etico? Gli ultimi modelli presentati puntano molto ad una gestione tanto sofisticata quanto “intelligente”. Ma se fossero semplicemente più piccoli? 

Con frigoriferi più piccoli saremmo costretti a fare spese più piccole e frequenti, con evidenti ripercussioni sulle nostre abitudini.

Spese più piccole e più frequenti potrebbero indurci a privilegiare i negozi di prossimità, che vendono prodotti del territorio e stagionali (probabilmente di ottima qualità), permettendoci di ridurre l’uso dell’auto, non dovendo coprire lunghe distanze e non dovendo riempire il baule di “roba”. Un frigorifero semplicemente più piccolo consentirebbe inoltre un certo risparmio energetico. 

Quindi, riassumendo: compro meno cibo e quindi ne spreco meno, sostengo l’economia locale e la socializzazione di quartiere, riduco l’uso dell’auto migliorando la viabilità urbana, riduco i consumi energetici e quindi le emissioni di CO2. Semplice no? Non esattamente.

A tutto ciò si può arrivare se il design sistemico si baserà su tre pillar irrinunciabili: Pensiero Sistemico, Sostenibilità come cultura, Creatività come strumento.

Per un design sitemico, sostenibile e creativo.

Il Mondo, cioè l’insieme del Pianeta e delle società che lo popolano, è complesso, interconnesso e interdipendente. È un sistema di sistemi.

Un modo semplice per definire un sistema: è dinamico e in costante combiamento, si evolve mutando le sue qualità, è delimitato o delimitabile.

Intorno a noi possiamo osservare un macro sistema Sociale, che definisce le relazioni umane (educazione, governo, leggi, ecc.) poi un macro sistema Economico che definisce le relazioni tra le cose che produciamo e i bisogni che soddisfano. Infoine abbiamo il macro sistema Naturale che consente – o impedisce – la soppravvivenza di quello Sociale (aria, acqua, clima, energia, ecc) e di quello Economico (materie prime).

Come esseri umani è un nostro fondamentale scopo creare e ottenere ciò di cui abbiamo bisogno nei limiti e con le opportunità che il Pianeta ci consente e ci offre. É dove sistema Sociale e sistema Economico intersecano il sistema Naturale che vediamo sorgere i problemi ambientali, che si ritorgono poi su Sociale e Economico.

Lavorare capendo le prospettive multiple che offre il design sistemico è fondamentale non solo per  produrre cambiamenti ma anche per essere un partecipante attivo alle cose del mondo e immaginare il futuro in cui vorremmo vivere.

5 parole per comprendere il Design Sistemico.

1_  Interconnessione. Ogni cosa e ogni essere vivente è interconnesso con qualcosa. Senza interconnessioni non potrebbe esistere o vivere. Le persone hanno bisogno di aria per respirare, le piante di luce per la fotosontesi, una sedia del legno di cui è fatta, uno smartphone di elettricità per la batteria. Sono tante le interconnessioni. Tante, complesse, dinamiche e caotiche. E non si possono ridurre a lineari. Si deve accettare l’idea di caos (anagramma di caso).

2_ Sintesi. Mente il pensiero analitico prende il singolo elemento e lo frantuma per comprenderne la composizione, il pensiero sistemico guarda all’insieme delle singole parti: la sintesi è l’abilità di vedere le interconnessioni.

3_ Emergenza (salire in superficie). Quando, in sinergia, singole parti interagiscono tra di loro e produco “qualcosa” questo “qualcosa” emerge in quanto tale. Quando ci sono particolari condizioni di temperatura le molecole d’acqua interagiscono e diventano vapore poi fiocchi di neve condensandosi attorno a particelle di materia presenti nell’atmosfera. Emergendo come neve.

4_ Retroazione. Poichè tutto è interconnesso le singole relazioni generano un continuo flusso di informazioni retroattive. Tale flusso può rimanere in equilibrio se si generano effetti di segno contrario che si bilanciano, opponenedo resistenza al cambiamento. Oppure si può manifestare un effetto di rinforzo  – positivo o negativo – che altera (a volte per sempre) l’equilibrio del sistema e quindi la sua natura stessa. É ciò che definiamo circolo virtuoso o vizioso.

5_ Causalità. Comprendere come un sistema sia regolato da una serie di effetti – bilanciati o rinforzati – permette di comprendere che il nesso di causalità sia la via per decodificare come ogni elemento di un Sistema sia in grado di influenzare gli altri elementi.

Un Sistema è composto da singole parti interconnesse tra di loro. Ogni singola parte ha o non ha un suo senso compiuto. L’insieme delle parti ha o può avere un senso diverso. Cambiare o alterare una o più interconnessioni cambia o altera il senso dell’insieme.