Eataly.

“Quando mi si chiede, succede sovente, una esemplificazione pratica della transizione dal marketing al societing – una profonda rivisitazione di questa disciplina alla luce dei nuovi scenari, delle nuove consapevolezze del consumatore – sarei tentato di indicare questo volume come una summa preziosa, una fedele interpretazione dell’auspicato new deal del marketing.

eataly

Un libro quindi sulla pubblicità ma anche, l’ autore ne sia o meno consapevole, il più illuminante esercizio di nuovo marketing. Dove il consumatore non è visto come soggetto da colpire, da catturare ma come coproduttore, interlocutore con cui intessere realmente un dialogo, con cui stabilire quella relazione tanto teorizzata dal marketing ma in realtà così poco praticata.

Svolgendo in maniera ironica, divertente, garbatamente trasgressiva una funzione pedagogica, didattica senza mai la tentazione del paternalismo, in una delle aree cruciali per il nostro benessere come il mangiare.

Una pubblicità che si rinnova ogni giorno e sempre basata su reason why, su evidenze immediatamente riscontrabili all’interno di Eataly. La pubblicità che diviene cassa di risonanza dell’ininterrotto fuoco di artificio di eventi e di innovazioni che si succedono ad Eataly praticamente ogni giorno. Mai spettacolo fine a se stesso ma sempre coerenti ed esemplificativi della filosofia e della vocazione dell’azienda. Il fil rouge? Valori veri, alti, non enunciati ma concretamente testimoniati.

Che illustrano la filosofia, forse la mission, di Eataly : svolgere un ruolo di talent scout nel raccogliere e rendere accessibile, a prezzi ragionevoli, il meglio della produzione enogastronomica del nostro Paese.

Eataly è aperto 364 giorni l’anno : chiude per festa un unico giorno l’anno. Il 25 aprile. A buon intenditore…”

[GP. Fabris]

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