Rifiuti: come evitarli secondo Coca Cola.

Ci sono segnali che raccontano di una ulteriore evoluzione del green marketing di maggior impatto e complessità contro il food waste.

E’ quella in cui ci si impone l’obiettivo di immaginare, raccontare e condividere nuovi stili di vita molti dei quali andranno in “direzione ostinata e contraria” a quelli architettati e promossi nei decenni precedenti e un marketing contro i consumi,  sprechi e il food waste, suona già ora come una contraddizione in termini e ci costringe a riconoscerci come professionisti di un qualcosa il cui tempo è scaduto.

Sarà un marketing che deve disintossicarsi come già stanno facendo le persone a cui vuole rivolgersi. Persone con le quali è necessario stipulare un’inedita alleanza perché non ci sarà nessuna innovazione nella produzione se prima non cambierà il come e il perché la gente consuma.

Ciò che porterà ad un radicale cambiamento nella cultura della produzione e del consumo è qualcosa di simile all’evoluzione che sta subendo il concetto stesso di Food waste. L’insostenibile utilizzo di materie prime e l’immensa quantità di rifiuti prodotti ha generato la tecnica e la cultura del riciclo e della raccolta differenziata, che restano in ogni caso forme di Resistenza al degrado ambientale e alla scarsità di risorse.

Sebbene ancora si sia lontani dall’obiettivo del 100% di differenziata stiamo già prendendo coscienza che resistere non basta o probabilmente non serve. Occorre rispondere al problema in modo più profondo, occorre Resilienza. Ecco quindi che la cultura del Ridurre – aiutata dall’attuale crisi economica – non è più vista come privazione e frustrazione ma come consapevolezza di cui andare fieri. Si chiama Sobrietà’. E se ridurre non basta passiamo al Riuso.

Una parola che torna ad essere cool e non stiamo parlando di vintage che aveva la missione – o l’alibi – di recuperare lo stile del passato, la moda delle decadi che furono. Riuso oggi è dare una seconda chance agli oggetti: riparandoli, rivendendoli, reinventandone usi alternativi, smart e sorprendenti.

Non è chiaro se i componenti aggiuntivi sono realizzati in materiale riciclato essi stessi. E anche se lo fossero produrre più pezzi di plastica potrebbe anche non essere il modo migliore per ridurre i rifiuti di plastica. Ma non è questo il punto. Un segnale è stato dato. Prendiamone la parte migliore.

rifiuti

Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Share on Facebook0Share on Google+0Print this pageEmail this to someone