Green marketing é rilevanza delle marche.

Scopo del green marketing è ritrovare l’empatia con noi che cerchiamo di essere consumatori etici desiderosi di fare parte della soluzione e non del problema siamo sempre più numerosi. Ma molti di noi sono spesso troppo occupati o semplicemente troppo pigri per affrontare un reale cambiamento del nostro stile di vita, così ci aspettiamo che siano le aziende a mettere in campo la loro responsabilità sociale, nella consapevolezza, più o meno fondata, che siano loro ad avere oggi, più che la politica, il potere di cambiare le cose.

Ma sembra che queste attese siano andate deluse: uno studio, a livello globale, su 30.000 consumatori realizzato da Havas Media e Accenture, ci dice che il 72% dei consumatori ritiene che le imprese non sappiano affrontare le questioni ambientali e sociali in modo efficace.

green marketing

Trendwatching.com suggerisce che i consumatori si aspettano che le imprese, attraverso percorsi di green marketing, cessino di vendere prodotti di largo consumo non salutari, di usare ingredienti meno costosi ma potenzialmente dannosi, o che combattano la concorrenza sleale e il lavoro minorile. Agendo e non semplicemente parlando dell’intenzione di farlo. Noi tutti vogliamo da parte delle marche dei “sacrifici” visibili, significativi e costruttivi: di prodotti, di processi, di attenzione e di opportunità.

Trendwatching.com presenta anche alcuni esempi di percorsi di green marketing che hanno portato a  “sacrifici” da parte di aziende globali.

Dal settembre 2014 la catena americana di drugstore CVS ha cessato la vendita di prodotti a base di tabacco, con un costo di circa 2 miliardi di dollari di fatturato annuo. L’operazione ha coinciso con un rebrand della società e il lancio della campagne #OneGoodReason.

Nel maggio 2014 la catena di supermercati britannica Tesco ha annunciato il piano per rimuovere i dolciumi dalle casse entro la fine dell’anno, rinunciando ai profitti derivanti dagli acquisti impulsivi che ben conosciamo.

Nel febbraio 2014 la catena Subway ha annunciato la rimozione di una sostanza chimica (conservante) potenzialmente cancerogena dai suoi prodotti di panetteria negli Stati Uniti.

Nel gennaio 2014 la società Intel ha smesso di usare le risorse minerali provenienti da zone di guerra per produrre i suoi microprocessori.

Nel mese di giugno 2014 il CEO Elon Maschera di Tesla ha liberato tutti i brevetti relativi alle tecnologie per la mobilità elettrica per una missione da condividere con i suoi competitor: sviluppare il mercato dei veicoli elettrici e combattere il cambiamento climatico in parte causato da auto a combustione.

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, tocca a noi dirlo ai brand che tanto amiamo.

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