Pil e Felicità. Sinonimi o contrari?

Il mese scorso ho inviato a 349 persone, tra manager e consulenti, tutti professionisti del marketing e/o della comunicazione, un questionario, rigorosamente anonimo, con 9 semplici domande per provare a tastare il polso alla sensibilità e consapevolezza della categoria sul tema della Sostenibilità come vantaggio competitivo, partendo dal presupposto che non si può capire la Sostenibilità senza impegnarsi in prima persona, sviluppando una prospettiva personale sperimentata dall’interno, perchè per “posizionarsi” bisogna prima “prendere una posizione”.

La mail con il questionario è stata aperta da 154 persone [44,12% delle mail inviate], il questionario è stato aperto da 56 persone [36,36% delle mail aperte] e compilato da 45 [80,35% dei questionari aperti]. Ne ho perse 11 forse per il modo in cui il questionario era formulato? Dal punto di vista numerico nessuna rilevanza ma il campione consente comunque valutazioni di tipo qualitativo.

Qui ora analizziamo le risposte alla prima domanda, in otto post successivi le risposte a tutte le domande.

D1: Pil e Felicità. Sinonimi o contrari?

Non confrontabili: 20 | Contrari: 12 | Sinonimi: 10 | Altro: 3

Mentre il confronto secco sinonimi/contrari non registra un divario significativo fanno riflettere le 20 persone che definiscono i due termini “non accostabili” o “non confrontabili” oppure “appartenenti a mondi diversi”: definizioni ovvie e inutili al fine della ricerca se non fosse per l’argomentazione che le accompagna e che segna, in negativo, la totale distanza “culturale” tra i due termini che pure dovrebbero servire a descrivere il grado di ben-essere delle persone. Se aggiungiamo i 12 che in modo lapidario li hanno definiti “contrari” il giudizio è netto e tranciante, senza appello. Il PIL è il Totem in nome del quale l’economia mondiale si muove – come un elefante in una cristalleria – senza essere in grado di aiutarci a trovare la strada verso una qualità della vita soddisfacente.

pil

Questa non è certo una notizia, già nel 1968 una persona al di sopra di ogni sospetto ci ricordava le contraddizioni del PIL, le cui lobby sono potentissime. Ma in un momento come questo in cui l’agenda politica parla solo di PIL, Spread, Pareggio e Deficit introdurre concetti rivoluzionari come Felicità potrebbe valere più di ogni tentativo di rottamazione, magari riportando in vita il progetto BES.

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