Sviluppo sostenibile per generazioni sostenibili.

by alessioalberini

Giovedi 10 Paolo Anselmi, vice presidente Gfk Eurisko, ha presentato “Dal dire al fare: il movimento della sostenibilità“, cioè come sta evolvendo lo sviluppo sostenibile.

Interessante quanto è emerso, come potete leggere nel post Gloria Vanni anche se è deludente scoprire che i numeri non sono tanto diversi da quelli presentati in una analoga ricerca del 2010.

C’è ancora tanto da fare, veramente tanto.

A volte ci scordiamo quale è il senso di “sviluppo sostenibile” e l’insegnamento del Rapporto Brundtland del 1987  [!!!] della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo [WCED] che per la prima volta introduce il concetto di sviluppo sostenibile: “lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.

Molto chiaro e concreto, senza necessità di essere immaginato, è il patto generazionale che lo sviluppo sostenibile chiama a sottoscrivere.

Mentre la generazione dei Baby Boomers sta lentamente esaurendo la propria funzione di motore sociale, economico e politico, le generazioni successive spingono verso nuovi modelli di sviluppo sostenibile.

La Generazione X, composta da individui che hanno oggi tra i 35 e i 50 anni, è di fatto quella che inizia ad occupare le posizioni di responsabilità nelle aziende. Individui che hanno avuto, non richiesta,  l’opportunità di sperimentare le prime gravi emergenze sociali, ambientali ed economiche. Dopo la crisi energetica di fine anni ’70 hanno assistito alla tragedia di Bhopal del 1984. Poi con il concerto Live Aid – 1985 – hanno capito il concetto di carestia. Chernobyl, nel 1986, ha insegnato cosa sia la paura per il nucleare e la Exxon Valdez, nel 1989, cosa sia il disastro ambientale.

Questi manager hanno come controparte non solo i loro coetanei ma, soprattutto, i Millenians. Giovani adulti, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, nati e cresciuti con Internet e l’esplosione della tecnologia. Capaci di comunicare attraverso la Rete, a livello globale e locale. Capaci di scoprire l’indicibile come, ad esempio, l’esistenza della Great Pacific Garbage Patch, un enorme accumulo di rifiuti plastici, estesi quanto se non più del Texas, che galleggia, trattenuta dalle correnti, nel cuore del Pacifico.

sviluppo sostenibile

Hanno poche certezze ma hanno capito che lo sviluppo sostenibile è l’unico in grado di rimediare ai disastri del comportamento umano e in questa direzione, tra pochi anni, non saranno più soli a fare pressione su Aziende e Governi perché sul mercato del lavoro e dei consumi si presenteranno gli appartenenti alla Generazione Z, ora adolescenti sono stati i primi a crescere in un mondo che ha maturato la piena consapevolezza che produzione, consumo, benessere e qualità della vita sono legati a filo doppio in una relazione causa-effetto senza inizio e senza fine.

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