Spreco alimentare. Combattiamolo ovunque sia.

Quando parliamo di spreco alimentare non possiamo che pensare a Last Minute Market. Nato da uno studio condotto nel 1998 dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, sotto la supervisione di Andrea Segrè.

spreco alimentare

Il progetto, nella fase iniziale, ha avuto come obbiettivo la quantificazione degli sprechi commestibili legati alla grande distribuzione del settore alimentare per promuoverne un “riutilizzo” all’interno dei circuiti della solidarietà. Nel 2000, dopo alcuni anni di studi e ricerche universitarie, LMM ha messo a punto il primo sistema professionale in Italia di riutilizzo di beni invenduti dalla Grande Distribuzione Organizzata e contribuisce alla riduzione dello spreco alimentare in tutte le sue forme, valorizzando i beni invenduti con effetti positivi dal punto di vista ambientale, sociale, economico e nutrizionale. Nel corso degli anni il modello è stato esteso ad altre tipologie di beni e di attività commerciali e produttive, intervenendo ovunque si producano sprechi.

Quale sia lo stato dell’arte sulla riduzione dello spreco alimentare potete apprenderlo da questo recente articolo pubblicato da Nova.

Molto interessanti sono invece i materiali presentati nel corso della tavola rotonda “Lo spreco alimentare: una diversa visione della sostenibilità” moderata da L’impronta alimentare in occasione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale.

Qui trovate invece il World Food Clock, un’infografica animata interattiva che ci aggiorna sullo spreco alimentare di risorse planetarie in tempo reale.

Infine qui una raccolta di manifesti di propaganda statunitensi, realizzati durante la prima e seconda guerra mondiale.