Sociallymadeinitaly idea, fa. Afferma.

sociallymadeinitaly

Sociallymadeinitaly non è l’ennesimo brand di accessori moda ma una community.

Sociallymadeinitaly è un network nato per incoraggiare e accompagnare le aziende che vogliono trasformare le loro marche in Social Brands. Un network di diverse personalità. Diverse ma con una unica visione: “Dare al Made in Italy una precisa identità che al saper fare aggiunge attenzione e amore per il lavoro, per le persone e per la bellezza che il ben fatto sa generare”

Socially idea. Socially fa. Socially afferma. Ideando, producendo e comunicando icone di un ideale di bellezza che è sociale oltre che estetica. Attraverso la collaborazione tra aziende visionarie, designer ispirati e laboratori inattesi. Quei laboratori sartoriali avviati nelle sezioni femminili dei penitenziari italiani che danno alla parola lavoro un significato denso e pregnante.

Si può essere detenute per colpa. E sarte di professione.

Si può essere marche per abitudine e Social Brands per ambizione. 11 istituti penitenziari. 11 laboratori artigianali di eccellenza nella serigrafia, sartoria, pelletteria, lavorazioni a telaio, feltro. 60 donne detenute impiegate. Sociallymadeinitaly è un sistema produttivo certificato dal marchio Sigillo del Ministero della Giustizia che attesta il rispetto dei contratti sindacali di categoria e garantisce l’impatto socialmente utile dell’intervento lavorativo.

E poi esponenti del Made in Italy, dell’Altamoda italiana e del lusso, che ci supportano e sono docenti dei training formativi e mentori dei laboratori. Due mondi a tratti contrapposti che ora si incontrano, dialogano e collaborano per costruire un Paese migliore. Più efficiente e interattivo e interconnesso.

“Il genius faber italiano esprime una semplice verità: il lavoro è una espressione della vita ed è davvero produttivo quando è davvero vivente. Da secoli dice qualcosa di assolutamente moderno: se l’essere umano non può essere ridotto al suo lavoro, il lavoro deve però essere piena espressione dell’essere umano. Se la vita non può soltanto essere lavoro, il lavoro deve però sempre avere i caratteri della vita” (cit. Alberto Peretti)

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